Db Magazine Elit October 7, 2021

CIO Special - Il recovery plan italiano: priorità e implementazione

La pandemia globale di coronavirus ha colpito duramente l'economia italiana, con il Paese che ha registrato un netto calo del PIL (-8,9% nel 2020, secondo l'ISTAT). I consumi delle famiglie sono diminuiti del 10,7% nel 2020 nonostante le misure temporanee di sostegno all'occupazione del Governo, limitando il calo del reddito a un -2,6%. La disoccupazione resta un timore per i consumatori e, con la riapertura economica e lo sblocco della cassa integrazione in molti settori, il tasso di disoccupazione è recentemente tornato sopra il 10%, ben al di sopra della media dell'Eurozona intorno al 7,5%.

La pandemia globale di coronavirus ha colpito duramente l'economia italiana, con il Paese che ha registrato un netto calo del PIL (-8,9% nel 2020, secondo l'ISTAT).I consumi delle famiglie sono diminuiti del 10,7% nel 2020 nonostante le misure temporanee di sostegno all'occupazione del Governo, limitando il calo del reddito a un -2,6%. La disoccupazione resta un timore per i consumatori e, con la riapertura economica e lo sblocco della cassa integrazione in molti settori, il tasso di disoccupazione è recentemente tornato sopra il 10%, ben al di sopra della media dell'Eurozona intorno al 7,5%.2

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L'impatto del coronavirus ha suscitato una forte reazione da parte dei singoli Governi Europei. Le politiche fiscali espansive hanno determinato ampi disavanzi (per l'Eurozona 7,2% del PIL nel 2020; per l'Italia 9,5%).I saldi primari (ossia il saldo complessivo al netto degli interessi passivi sul debito) sono diventati negativi e l'aumento dei livelli di debito/PIL (per l'Eurozona dall'85% nel 2019 a oltre il 100% nel 2020)è stato esacerbato da un calo del PIL generalizzato.

L'Unione Europea (UE) si è schierata al fianco dei governi nazionali, rispondendo prima con una strategia su tre pilastri nell’Aprile 2020, puntando su un fondo di garanzia per i prestiti alle piccole e medie imprese, sostenendo i piani dei governi per contenere la disoccupazione (con il fondo SURE da 100 mld. EUR) e poi dando agli Stati membri accesso a linee di credito fino al 2% del PIL senza condizioni macroeconomiche per sostenere i sistemi sanitari e il trattamento e la prevenzione del coronavirus.1

L'UE ha poi raggiunto un accordo finale nel giugno 2020 sul cosiddetto piano Next Generation EU (NGEU), per un totale di circa 800 mld. EUR, composto in gran parte da prestiti ai Paesi (~380 mld. EUR) e sovvenzioni (~330 mld. EUR). Le risorse per questo piano saranno raccolte attraverso l'emissione di debito comune europeo.2

L'Italia dovrebbe ricevere 191 miliardi di euro per il NGEU. Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) è stato approvato dalla Commissione Europea alla fine di Giugno 2021. Aggiungendo fondi governative e altri capitali dell'UE alle risorse del NGEU si ottiene un totale di 232 mld. EUR che saranno utilizzati tra il 2021 e il 2026.3


Bibliografia

  1. Governo Italiano, Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza -PNRR, Giugno 2021
  2. Banca d’Italia, Relazione annuale, 31 Maggio 2021
  3. Commissione Europea, Recovery Plan for Europe, https://ec.europa.eu/info/strategy/recovery-plan-europe_en#figures

Punti principali

  • L'impatto della pandemia su un’economia fragile e indebitata come quella italiana è stato duro
  • La risposta dell'UE è stata importante e ha portato alla creazione del progetto Next Generation EU (NGEU): per la prima volta l'UE si è impegnata per l'emissione di debito comune
  • Il PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) è un piano dettagliato volto a favorire la crescita investendo nelle parti più sensibili dell'economia italiana
  • Si stima che gli effetti degli investimenti siano significativi, ma restano interrogativi sui livelli complessivi di indebitamento


Autori:

  • Alberto Fadelli - Head Chief Investment Office Italia
  • Matteo Giovanni Fava - Investment Officer Italia

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